Visita di cortesia all’abate Wu Chenzhen, capo del Tempio Changchun a Wuhan
Durante il viaggio verso il Secondo Seminario internazionale di cultura daoista a Danjiangkou, la delegazione del Tempio daoista sloveno (Rettore Yuan Weiqi, Vicerettore Yuan Weiheng) si è fermata a Wuhan. Insieme al rappresentante del TDS in Cina Tian Weize e al suo studente Lin Sicheng, ha fatto visita alla Vicepresidente della Chinese Taoist Association e Fang Zhang del tempio Changchun, Wu Chengzhen. La visita è stata organizzata dal fratello Li Xinhong.
Nonostante i suoi molti impegni, ha gentilmente trovato il tempo per riceverli. Dopo una visita guidata del complesso templare, si sono incontrati con la Fang Zhang. Dopo una breve conversazione nella sua sala da tè, li ha invitati al ristorante del tempio per pranzare insieme. In una piacevole discussione hanno parlato anche delle difficoltà di tradurre in modo appropriato la terminologia daoista nelle lingue occidentali. Li Xinhong, che traduceva le conversazioni dal cinese all’inglese e viceversa, ha riconosciuto che si tratta di un problema importante, dovuto alle diverse concezioni linguistiche e culturali. Poiché questo tema potrebbe essere interessante per un pubblico più ampio, il rettore del TDS ha chiesto a Li Xinhong di preparare per il sito web del TDS un testo sul tempio e sulla sua Fang Zhang Wu Chengzhen: egli ha gentilmente accettato.
L’incontro cordiale si è svolto nel giorno della festa dell’Immortale Lü Dongbin. È stato un giorno molto speciale per il tempio daoista sloveno: in questo stesso giorno, otto anni fa, i tre promotori della sua fondazione (Jure Čeh, Darija Mavrič Čeh e Miha Virant) presentarono tutta la documentazione per la registrazione ufficiale nel registro delle comunità religiose slovene.
Breve descrizione del Changchun Guan
Il Changchun Guan, uno dei più importanti templi daoisti di Wuhan, può essere compreso attraverso due livelli storici intrecciati: la memoria leggendaria e la storia documentata. Il livello leggendario risale all’epoca di Laozi. Secondo la tradizione locale, l’area in cui oggi sorge il tempio era un tempo un’insenatura ricca d’acqua e fitta di pini, ed era quindi conosciuta come Isola dei Pini. Era inoltre associata alla Doppia Montagna (Shuangfeng Shan), nome legato alla topografia locale. La tradizione riferisce inoltre che Laozi, mentre viaggiava verso sud per incontrare i “Cinque Anziani” di Lufu, attraversò questa regione e si fermò presso la lunga isola coperta di pini ai piedi della Doppia Montagna. Nelle generazioni successive, le persone commemorarono questa visita identificando il luogo con il passaggio di Laozi e istituendo un sito sacro talvolta chiamato Palazzo di Laozi. Sebbene queste storie siano importanti nel plasmare l’immaginario sacro del tempio, appartengono al campo della memoria culturale più che a quello del fatto storico verificabile.
Dal punto di vista della storia scritta, il paesaggio più ampio del sito entrò nella memoria storica e letteraria molto prima del tempio attuale. La collina su cui sorge il Changchun Guan faceva storicamente parte della collina Huanghu, in seguito conosciuta come Collina del Serpente, un’area profondamente radicata nella storia culturale di Wuchang. La storiografia locale ufficiale osserva che questa montagna aveva già nomi consolidati in epoche precedenti e divenne un punto di riferimento duraturo nella vita politica, militare e letteraria di Wuhan. In questo senso, la geografia sacra che circonda il Changchun Guan può essere collocata all’interno di un paesaggio storico conosciuto fin dalle prime epoche imperiali e fortemente presente nella memoria culturale dell’epoca Tang.
L’istituzione templare conosciuta specificamente come Changchun Guan, tuttavia, viene generalmente fatta risalire alla dinastia Yuan, quando i discepoli di Qiu Chuji la edificarono in sua memoria e la chiamarono con il suo titolo daoista, Changchunzi. Documenti successivi mostrano che il tempio divenne un importante centro daoista Quanzhen nella Cina centrale. Poiché occupava un’altura strategica nei pressi di Wuchang, fu più volte danneggiato dalle guerre e più volte ricostruito. Una grave distruzione avvenne durante il conflitto dei Taiping nel XIX secolo, seguita da un’ampia ricostruzione nel periodo Qing. Nella storia moderna, il tempio fu associato anche alla Rivoluzione del 1911 e alla Spedizione del Nord, mostrando quanto lo spazio religioso e la storia politica fossero strettamente intrecciati in questo luogo. Il Changchun Guan è quindi da comprendere soprattutto come un luogo in cui convergono leggenda, geografia sacra, daoismo istituzionale e storia moderna cinese.
Breve introduzione a Wu Chengzhen (Fang Zhang)
Wu Chengzhen, l’attuale Fang Zhang, è ampiamente riconosciuta come una figura significativa del daoismo contemporaneo. In quanto prima donna a ricoprire il ruolo di Fang Zhang, la sua nomina ha segnato un momento importante nella storia del daoismo cinese, simboleggiando sia la continuità all’interno della tradizione religiosa sia una nuova fase nel riconoscimento della leadership femminile nelle istituzioni daoiste. La sua vita e il suo lavoro incarnano la devozione alla fede, l’impegno nel servizio pubblico e la dedizione alla conservazione e allo sviluppo della cultura daoista.
Fin da giovane, Wu Chengzhen mostrò una profonda inclinazione spirituale. In gioventù scelse di lasciare la vita domestica (chu jia) e diventare sacerdotessa daoista, ispirata in parte dalla sua ammirazione per He Xiangu, l’unica donna immortale tra i leggendari Otto Immortali. Questa aspirazione precoce rivela non solo la sua sincerità religiosa, ma anche il suo desiderio di perseguire una vita di coltivazione, compassione e trascendenza. L’immagine di He Xiangu le offrì sia un modello spirituale sia un simbolo delle possibilità femminili all’interno della tradizione daoista.
Nel corso della sua vita religiosa, Wu Chengzhen ha dato contributi importanti non solo alla pratica daoista e all’amministrazione del tempio, ma anche all’opera caritativa. I suoi sforzi nel campo del bene pubblico riflettono una comprensione più ampia del daoismo come tradizione viva, che dovrebbe recare beneficio alla società oltre che coltivare l’individuo. Attraverso la carità e le attività orientate alla comunità, ha dimostrato che la leadership religiosa non si limita all’autorità rituale, ma comporta anche responsabilità sociale ed esempio morale.
Negli ultimi anni, Wu Chengzhen ha svolto un ruolo importante anche nel restauro e nello sviluppo dell’architettura templare e dello spazio religioso. Attualmente è impegnata nel rinnovamento della Sala Chengqiwen e della Sala Laichengzong, progetti che riflettono sia il rispetto per il patrimonio storico sia l’attenzione per il futuro della cultura daoista. Questi interventi di restauro non sono semplici riparazioni materiali; rappresentano il rinnovamento dello spazio sacro, la continuità della vita rituale e la conservazione della memoria culturale per le generazioni future.
Guardando al futuro, la progettazione della Torre Changchun dimostra ulteriormente la sua visione a lungo termine per lo sviluppo del tempio. Sotto la sua guida, il daoismo si presenta non come una reliquia del passato, ma come una tradizione dinamica capace di rinnovarsi nel mondo moderno. Wu Chengzhen si distingue quindi come un’influente guida religiosa, la cui vita unisce coltivazione spirituale, leadership istituzionale, impegno caritativo e conservazione culturale.