Xi Wang Mu - Regina Madre dell'Occidente
Nel daoismo la donna occupa un posto particolare: è la madre misteriosa, la fonte di tutto ciò che esiste e non esiste, rappresenta la porta verso il mondo fenomenico e, al tempo stesso, l’uscita da esso. È il principio fondamentale.
Questo ruolo è «incarnato» da Xiwangmu (Regina Madre dell’Occidente), una delle più antiche divinità cinesi. Wang nel suo nome non indica la «regalità», ma sottolinea la sua originarietà, la posizione di «grande antenata».
Si dice che vivesse sul misterioso monte Kunlun 崑崙, dove cresce un enorme albero sul quale, ogni 3000 anni, maturano le pesche dell’immortalità. Quest’albero, che unisce Cielo e Terra, rappresenta l’asse del mondo lungo il quale scendono e salgono spiriti e diverse divinità. Tocca la Stella Polare e il Grande Carro, e rappresenta la culla del mondo.
Nel corso della storia, il monte misterioso è stato descritto in modi diversi: come un paradiso da cui sgorgano i quattro fiumi del mondo, dove vivono immortali e diverse divinità; ma anche come uno spazio di natura indomita, abitato da animali selvatici e pericolosi. Si dice che nella montagna vi fossero molte grotte, nelle quali ci si ritirava per l’autocoltivazione.
Il carattere di Xiwangmu è enigmatico quanto il monte misterioso: governa la vita e la morte, può causare gravi malattie e può guarirle. È la protettrice delle donne, soprattutto nei momenti in cui desiderano avere figli e li mettono al mondo; al tempo stesso, è un sostegno per coloro che lasciano il nostro mondo fenomenico.
Spesso veniva raffigurata come una figura femminile, con denti di tigre e coda di leopardo, espressione della sua natura primordiale e indomita. Sui monti in cui dimora (oltre al monte Kunlun, vengono indicati come sue dimore anche la Montagna di Giada e Shewushan), si odono spesso suoni che in alcuni luoghi vengono descritti come un meraviglioso fischio, altrove come un grido non coltivato, e spesso anche come il pianto delle fenici: lo chiamano Xiao 箫, come il suono di un flauto di bambù…
Yuan Wei Xin