Tempio daoista sloveno della Suprema Armonia
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Yun Shui (雲水) – nuvole e acqua

Rektorjeva beseda

Yun Shui (雲水) – nuvole e acqua – nel daoismo indica un modo di essere che non si fonda sulla stabilità, bensì sul rispecchiare il Dao stesso (道). Le nuvole non aspirano a permanere, l’acqua non resta in un’unica forma; allo stesso modo, chi segue il Dao dimora nel mondo senza stabilirsi in alcun luogo né attaccarsi a nulla.

La nuvola nasce dall’invisibile, il vento la solleva e il vento la disperde; oggi è qui, domani là, senza progetto e senza traccia. L’acqua non sceglie la via, ma accoglie tutto ciò che incontra: aggira la roccia, riempie la valle, colma il vuoto e continua sempre, senza sapere dove finisca il suo cammino. Così dicono gli antichi saggi: l’acqua non compete, perciò non perde nulla.

Il daoista non ha casa, la sua casa è il mondo intero. Dove arriva, è ospite; dove se ne va, non rimane nulla che debba essere trattenuto. Ciò che è dato per natura, lo accoglie; ciò che non è dato, lo lascia andare. Nel non attaccamento non vi sono proprietà né perdita, e dunque non vi è alcun peso.

La sua coscienza del cuore (心, Xīn) è come una nuvola: leggera, aperta e priva di peso; non trattiene né il passato né il futuro, ma si muove con il vento o rimane quieta quando il vento non c’è. La sua intenzione è come l’acqua: non parla e non pianifica, eppure raggiunge ogni cosa; non forza e non si oppone, eppure nulla rimane intatto. L’acqua scende verso il basso, e proprio in questo sta la sua pienezza, poiché nutre tutti gli esseri senza appropriarsi di nulla.

Il libero e sereno vagare nel Cielo - 逍遙遊天 (Xiāoyáo yóu tiān) non è quindi movimento del corpo, ma accordo con il respiro della natura che muta. Mattino, giorno, sera e notte si alternano nel loro fluire; primavera, estate, autunno e inverno ruotano nel loro ciclo; nascita e declino non si arrestano. Il vero viandante non resiste, non trattiene, non spiega e non si attacca, ma segue ciò che sta già accadendo. Il cambiamento non è un confine insuperabile, bensì un flusso naturale.

Le nuvole si raccolgono e si disperdono, l’acqua nasce dalle nuvole, cade sulla terra e ritorna al mare, poi di nuovo evapora verso il cielo — tutto agisce senza intenzione, eppure nulla manca. Così anche l’uomo che segue il principio di Yun Shui non cerca una forma solida di sé, ma si affida al fluire delle cose. Il Dao è là dove non c’è possesso, dove non c’è «io sono qui» e dove non c’è «questo è mio»; proprio lì il mondo diventa senza confini.

Incontro e commiato seguono il flusso naturale. Il cuore rimane aperto come il cielo, lo spirito limpido come una sorgente di montagna, e l’uomo si muove tra gli innumerevoli esseri senza appartenere ad alcuno di essi, poiché appartiene soltanto al Dao.

Così Yun Shui non è un vagare senza senso, ma un dimorare senza rigidità; non è cercare la via, ma confidare nella legge universale della Via. Chi comprende questo non viaggia attraverso il mondo — è il mondo a viaggiare attraverso di lui. Dove c’è il Cielo, lì è il suo respiro; dove c’è la Terra, lì è il suo passo; dove c’è il Dao, lì è la sua casa. E poiché il Dao è onnipresente, la sua casa è ovunque.

 

Rettore SDT, Yuan Weiqi