Tra cielo, terra e cuore: incontro con Michael R. Saso
Prima della fondazione del Tempio daoista sloveno della Suprema Armonia, nel febbraio 2018, io e Yuan Weixin, previo accordo, abbiamo visitato Michael R. Saso a Los Angeles. All’epoca prestava servizio presso la Church of the Immaculate Conception.
La settimana trascorsa accanto a lui non fu soltanto una visita, ma l’ingresso in uno spazio di rara esperienza, nella vita di un uomo che si trova all’incrocio dei mondi. Saso, infatti, non è soltanto un ricercatore, ma anche un partecipante. Non è soltanto un osservatore della religione, ma un suo portatore.
Il suo percorso di vita rivela un arco insolito, dalla formazione accademica occidentale alla comprensione interna della tradizione religiosa cinese. Nato nel 1930, si formò presso prestigiose università negli Stati Uniti d’America e in Europa. Tra queste, Yale University e University of London, dove conseguì anche il dottorato in cinese classico e antropologia. In seguito insegnò presso la University of Hawaii, dove si affermò come uno dei principali studiosi delle religioni cinesi. Tuttavia, la sua carriera accademica da sola non spiega la sua particolarità.
Se osserviamo più da vicino il suo percorso formativo, emerge un progressivo approfondimento della comprensione dell’essere umano e del mondo. Si laureò in letteratura all’Università di Santa Clara (1952), conseguì un master in filosofia e antropologia alla Gonzaga University (1955), poi in studi cinesi alla Yale University (1964), e concluse il dottorato alla University of London (1971). Questa formazione diversificata, dalle discipline umanistiche alla sinologia, non fu soltanto formale, ma preparò il terreno per la sua successiva capacità di muoversi tra culture e modi di pensare.
La svolta decisiva del suo cammino avvenne a Taiwan, dove entrò nella tradizione vivente del rituale daoista. In un caso eccezionalmente raro, il primo per un occidentale, fu iniziato alla linea sacerdotale della tradizione Zhengyi Dao. Questa accoglienza non fu soltanto simbolica, ma un vero ingresso in una catena ininterrotta di trasmissione rituale, in una struttura in cui la conoscenza non è solo intellettuale, ma corporea, performativa e collocata cosmicamente.
Nel contesto del daoismo, il sacerdote non è soltanto un insegnante della dottrina, ma un mediatore tra i mondi. Il suo compito è stabilire equilibrio tra l’ordine celeste, terrestre e umano. Questa comprensione della religione come sistema operante, come una sorta di “pratica cosmica”, Saso l’ha interiorizzata e poi trasferita nella sua ricerca.
L’oggetto centrale del suo lavoro fu il rituale Jiao (醮), uno dei riti più complessi della tradizione daoista. Questo rituale non è soltanto un evento religioso, ma una ricostruzione integrale del mondo, un atto in cui la comunità ristabilisce simbolicamente ed efficacemente l’armonia cosmica. In questo senso, Jiao funziona come una forma di «amministrazione cosmica», in cui viene ordinata la relazione tra visibile e invisibile, tra ordine e caos.
Saso ebbe il privilegio non solo di osservare questo rituale, ma anche di eseguirlo. Proprio questa doppia posizione, di studioso e praticante, conferisce al suo lavoro un peso particolare. Le sue descrizioni non riducono il rituale a simbolo o fenomeno sociale, ma cercano di comprenderne la logica interna, la sua efficacia all’interno del proprio mondo di significati. Nelle sue opere il rituale non è una metafora, ma una struttura del sacro.
Oltre al lavoro di ricerca, contribuì in modo importante anche allo sviluppo degli studi sul daoismo come ambito accademico. Come co-curatore della rivista Taoist Resources, contribuì a creare uno spazio per una trattazione seria e approfondita dei testi e delle pratiche daoiste. Il suo lavoro nel campo del dialogo interreligioso mostra un’altra dimensione del suo pensiero: la convinzione che le diverse tradizioni religiose non esistano come sistemi chiusi, ma come diverse espressioni della stessa fondamentale disposizione umana.
Ricordo una conversazione in cui disse: «Il tetto più grandioso di tutti i tetti è il cielo stellato; il fondamento più grandioso di tutto ciò che è umano è la nostra meravigliosa madre Terra; e l’unico vero altare sul quale possiamo davvero offrire è il cuore dell’uomo, il nostro cuore.»
In queste parole si rivela l’essenza del suo lavoro di una vita. Per lui la religione non era un oggetto da spiegare, ma un’esperienza da vivere. Il suo cammino non rappresenta soltanto un ponte tra Occidente e Oriente, ma anche tra conoscenza ed esperienza, tra teoria e pratica.
Proprio in questo spazio, dove si incontrano il cielo, la terra e il cuore umano, la religione torna a vivere. Non come un concetto distante, ma come un modo immediato di abitare il mondo e il sacro.
Bibliografia selezionata di Michael R. Saso
L’opera di Saso comprende monografie, lavori editoriali e numerosi studi scientifici che, nel loro insieme, costituiscono uno dei corpus più completi sui rituali daoisti nell’ambito accademico occidentale.
Monografie
- Saso, Michael R. Taoism and the Rite of Cosmic Renewal. Pullman: Washington State University Press, 1972.
- Saso, Michael R. Blue Dragon, White Tiger: Taoist Rites of Passage. Washington, D.C.: Taoist Center, 1990.
- Saso, Michael R. The Taoist Body. Honolulu: University of Hawai‘i Press, 1997.
- Saso, Michael R. The Gold Pavilion: Taoist Ways to Peace, Healing, and Long Life. Boston: Tuttle Publishing, 1995.
- Saso, Michael R. Mystic, Shaman, Oracle, Priest: A Study of Ecstatic Religion. New York: State University of New York Press, 1995.
Lavori editoriali
- Saso, Michael R., e altri (a cura di). Taoist Ritual in Chinese Society and History. (diverse edizioni e raccolte di contributi).
- Saso, Michael R. co-curatore della rivista Taoist Resources.
Articoli e studi scientifici selezionati
- Saso, Michael R. “The Jiao Rite of Cosmic Renewal.” In diverse pubblicazioni scientifiche sui rituali daoisti.
- Saso, Michael R. “Teaching Taoism in the West.” Articoli sulla trasmissione delle pratiche daoiste nell’ambito accademico occidentale.
- Saso, Michael R. Diversi contributi sui rituali della tradizione Zhengyi Dao e sul loro contesto sociale a Taiwan.
Yuan Weiqi, Rettore del Tempio daoista sloveno della Suprema Armonia