Prima sessione del primo consiglio della World Federation of Daoism
La prima sessione del primo consiglio della World Federation of Daoism si è svolta dal 24 al 26 marzo 2024 nella contea di Luyi (Zhoukou, provincia di Henan). Ha coinciso con il rito congiunto per il 2595º anniversario della nascita di Laozi. Alla sessione hanno partecipato delegati di 28 Paesi e regioni, compresi i rappresentanti sloveni, confermando il carattere marcatamente internazionale dell’evento.
L’evento ha avuto un forte significato simbolico e rituale, poiché si è svolto in un luogo che, nella tradizione, è considerato il luogo di nascita di Laozi, ed era direttamente collegato alle pratiche rituali in onore di questa figura centrale della tradizione daoista.
La scelta di Luyi come sede della prima sessione non è stata quindi soltanto protocollare, ma concettualmente meditata come forma di pellegrinaggio verso l’«origine» del daoismo e come mezzo per consolidare un’identità comune e una coesione ideale tra le diverse comunità daoiste nel mondo.
Nell’ambito dell’incontro sono state delineate le principali direttrici dell’attività futura della federazione, tra cui il rafforzamento dei legami istituzionali, lo sviluppo di attività educative e di ricerca e una maggiore presenza del daoismo nei dibattiti globali, in particolare nei campi dello sviluppo sostenibile, dell’etica ambientale e del dialogo interreligioso. Un aspetto importante della sessione è stato anche la formalizzazione della cooperazione internazionale attraverso i cosiddetti collegamenti tra organizzazioni gemelle, segno della progressiva strutturazione di una rete daoista globale.
La sessione ha fatto seguito alla fondazione della World Federation of Daoism a Maoshan nel settembre 2023, uno dei centri più importanti della tradizione religiosa daoista in Cina, ed è servita come prima piattaforma per presentare risultati concreti e iniziative della nuova organizzazione. In questo contesto è stata presentata anche l’esperienza di collaborazione tra l’Associazione daoista slovena e il tempio Chongdao Gong, illustrata da mag. Darija Mavrič Čeh (Yuan Weixin).
Un contributo di rilievo alla sessione è stato quello del prof. Martin Palmer, che nel suo intervento intitolato Il ruolo internazionale della World Federation of Daoism (世界道教联合会的国际角色) ha evidenziato l’importanza della nuova organizzazione nel contesto globale contemporaneo. A suo avviso, nella sua storia il daoismo non era mai entrato in dialogo con il mondo in modo così sistematico e istituzionale, né aveva condiviso in tale misura le proprie intuizioni filosofiche e religiose al di fuori del tradizionale spazio culturale.
Palmer sottolinea che il significato di questo passo emerge proprio nel momento in cui l’umanità affronta crisi molteplici, che richiedono approcci etici e cosmologici diversi. In questo contesto menziona anche il simbolismo del passaggio al cosiddetto ciclo dell’esagramma Li (fuoco) dell’I Ching, che interpreta come un periodo di intensa trasformazione, visibilità e anche potenziale instabilità. Proprio per questo, i principi daoisti dell’equilibrio, dell’agire non violento (wu wei) e dell’armonia con i processi naturali sarebbero particolarmente rilevanti.
Mette inoltre in particolare evidenza l’ideale di Taiping («grande pace»), che nella tradizione religioso-filosofica cinese indica uno stato di armonia cosmica e sociale. Secondo lui, il mondo contemporaneo, segnato da crisi ambientali, sociali e spirituali, ha urgente bisogno proprio di concetti di questo tipo come possibili modelli di orientamento per lo sviluppo futuro.
La prima sessione del primo consiglio della World Federation of Daoism rappresenta quindi un importante punto di svolta nella storia contemporanea del daoismo, poiché indica il passaggio da una tradizione religiosa collocata prevalentemente in ambito nazionale a una comunità globale più strutturata, transnazionale e istituzionalmente connessa.
Chi è il prof. Martin Palmer: Martin Palmer è un teologo e scrittore britannico, nonché uno dei più eminenti esperti del rapporto tra religioni, ecologia e tradizione spirituale cinese, in particolare il daoismo. Nato nel 1952 nel Regno Unito, è noto soprattutto per la sua attività pluridecennale all’intersezione tra religione, etica ambientale e cooperazione internazionale. In questo ambito non opera come accademico classico in senso stretto, ma come intellettuale pubblico e praticante, capace di collegare il lavoro di ricerca con un impegno diretto sul campo.
Tra le sue attività principali spiccano la fondazione e la direzione pluriennale dell’organizzazione Alliance of Religions and Conservation, che ha collegato comunità religiose in progetti ambientali e promosso il loro ruolo attivo nella tutela della natura. Inoltre, ha svolto attività di consulenza per organizzazioni internazionali, tra cui il World Wide Fund for Nature, contribuendo all’integrazione delle prospettive religiose nelle strategie di protezione ambientale e di sviluppo sostenibile.