Conferenza a Sydney: il dialogo interreligioso come via verso la pace e una società armoniosa
Su invito di Yan Meixi, presidente dell’Associazione daoista australiana, il rappresentante del Tempio daoista sloveno della Suprema Armonia, rettore Yuan Weiqi, il 14 aprile 2024 ha partecipato al Festival sino-australiano della cultura daoista a Sydney. Nell’ambito dell’evento ha tenuto all’Università di Sydney una conferenza sul tema del dialogo interreligioso come fondamento di una società più pacifica e più tollerante.
Il punto di partenza della conferenza, intitolata Come il dialogo interreligioso può contribuire a una società più armoniosa, è stato il pensiero del teologo e pensatore svedese Emanuel Swedenborg, secondo cui tutte le religioni sono legate alla vita e la vita della religione consiste nel fare il bene. Questo pensiero rivela che tutte le religioni, al di là delle differenze nei riti, nei simboli e negli insegnamenti, tendono allo stesso obiettivo: il bene per l’essere umano e per l’umanità. Proprio questo punto di partenza comune è la condizione per un dialogo significativo.
L’umanità ha percorso una lunga strada nel campo della comprensione interreligiosa. Nel 1893, a Chicago, nell’ambito dell’esposizione mondiale World’s Columbian Exposition, si tenne il primo Parlamento mondiale delle religioni. Vi si riunirono circa 400 rappresentanti di 41 religioni. Già allora la regola fondamentale era chiara: parlare degli aspetti positivi della propria fede, senza criticare le altre. Il Parlamento delle religioni opera ancora oggi. Il suo scopo rimane coltivare l’armonia tra le tradizioni spirituali del mondo e promuovere la loro collaborazione con le principali istituzioni per costruire un mondo più pacifico, giusto e sostenibile. E due delle ragioni per cui l’evento fu organizzato sono ancora attuali:
Promuovere e approfondire lo spirito di fratellanza umana tra i credenti di diverse confessioni religiose attraverso conferenze amichevoli e una buona comprensione reciproca, senza concentrarsi sull’incoraggiamento dell’indifferenza né aspirare al raggiungimento di una qualsiasi unità formale ed esteriore.
Unire i popoli del mondo in una comunità più amichevole, nella speranza di garantire una pace internazionale duratura.
La Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite nel 1948 ha confermato l’uguaglianza di tutte le persone, presupposto per un trattamento paritario di tutte le religioni. Nel 2010 è stata istituita la Settimana mondiale dell’armonia interreligiosa, che ogni anno, nella prima settimana di febbraio, promuove una cultura della pace e della nonviolenza. A Barcellona, l’Associazione Unesco per il dialogo interreligioso (AUDIR) ha adottato un approccio più personale e dal 2016 organizza La Nuit de les Religions, o Notte delle religioni, durante la quale le comunità religiose aprono le porte dei propri luoghi sacri, offrendo così ai visitatori un’esperienza religiosa diretta. Il Tempio daoista sloveno della Suprema Armonia ha partecipato nel 2018 alla 3ª Notte delle religioni.
Gli autori della conferenza hanno dedicato particolare attenzione al ruolo del daoismo, religione originaria della Cina, che storicamente non ha conosciuto il missionarismo. Il daoismo non cercava fedeli; erano gli individui a scoprirlo da sé. Nonostante ciò, oggi partecipa attivamente al dialogo interreligioso.
Lo testimoniano eventi e collaborazioni. Tra questi ricordiamo: la conferenza internazionale Cristiani e daoisti in dialogo: comunicare con il cuore, tenutasi nel maggio 2023 a Napoli e alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti del tempio sloveno; i contributi per la rivista scientifica cattolica slovena Edinost in dialog, che segneranno la prima presentazione del daoismo in questa pubblicazione; il partenariato con il tempio cinese Chongdao Gong e la collaborazione con autorevoli accademici nel campo del pensiero daoista.
Sebbene la Slovenia sia un Paese piccolo, il suo panorama interreligioso è sorprendentemente vario. Sono registrate ben 57 comunità religiose. Il Tempio daoista sloveno della Suprema Armonia si afferma in questo spazio gradualmente, ma con perseveranza: con giornate a porte aperte, conferenze, meditazioni e la ricerca di contatti con altre comunità religiose. Si impegna per organizzare un simposio interreligioso a livello nazionale, avendo già stabilito contatti con il monastero francescano di Sveta Gora e con la Facoltà di Teologia di Ljubljana.
La conferenza mette in evidenza che i cambiamenti non vengono dall’alto, dai leader o dalle istituzioni, ma dall’individuo.
Ogni persona porta in sé il potenziale per l’armonia, e le sue azioni influenzano tutto ciò che la circonda. Nel pensiero daoista questi sono i principi di yin e yang. Il filosofo, teologo e studioso delle religioni spagnolo Raimon Panikkar Alemany nei suoi scritti ha spesso sottolineato l’importanza di riconoscere l’interconnessione di tutte le religioni e la necessità di un approccio integrale alla spiritualità, capace di superare i ristretti confini settoriali.
Secondo le parole di Panikkar: ogni persona è un nodo in una rete di relazioni che si estendono fino agli antipodi stessi del reale. L’individuo isolato è incomprensibile. L’uomo è Uomo solo con il cielo sopra, la Terra sotto e gli altri esseri umani intorno a sé.
Le tre energie (del cielo, della terra e dell’uomo), note come San Cai (三才), sono anche uno dei pilastri di un pensiero daoista molto più antico. Le relazioni tra esse creano armonia oppure conducono alla disarmonia tra gli esseri umani e la natura, tra l’individuo e la società.
La conferenza si conclude con la metafora dell’albero: i semi che oggi seminiamo attraverso la comprensione e il rispetto reciproci daranno frutto per i nostri discendenti. Non è necessario che siamo noi a raccoglierli; basta piantarli.
La conferenza completa è disponibile nell’allegato.