Composizione e caratteristiche espressive della musica daoista di Wudang
Li Huatao (李华涛) è docente presso la Facoltà di Arti dell'Università Normale di Hanjiang (汉江师范学院艺术学院), direttore del Centro di ricerca e diffusione della musica daoista di Wudang (武当道乐研究与传播中心), direttore dell'Orchestra di musica daoista di Wudang (武当道乐团) e ricercatore presso il Centro di ricerca e diffusione della cultura di Wudang (武当文化研究与传播中心), polo di ricerca prioritario per le discipline umanistiche e le scienze sociali della provincia di Hubei (湖北省). Ricopre inoltre l'incarico di direttore artistico dell'Istituto daoista del Wudangshan (武当山道教学院), dell'Associazione daoista del Wudangshan (武当山道教协会) e dell'Associazione daoista di Shiyan (十堰市道教协会). È stato nominato promotore culturale del Centro di comunicazione internazionale di Shiyan (十堰国际传播中心) e ha ricevuto il titolo di «residente onorario del Wudangshan».
Il Wudangshan (武当山) è un luogo millenario di pratica daoista in cui convivono e si integrano le scuole Quanzhen (全真) e Zhengyi (正一). Durante la dinastia Ming fu elevato al rango di tempio ancestrale riservato esclusivamente alla famiglia imperiale, divenendo così un luogo di pratica daoista imperiale. La corte donava regolarmente serie complete di strumenti per la musica rituale, ordinava la compilazione di protocolli rituali uniformi e organizzava periodicamente solenni riti jiao imperiali di Stato. A partire dalle epoche Yuan e Ming, i daoisti delle due scuole residenti nei monasteri hanno officiato presso gli stessi altari, dando vita a una profonda integrazione dei rispettivi stili musicali. La musica daoista di Wudang, comunemente chiamata Wudang yun (武当韵) o Wudang xianyue (武当仙乐), è considerata un fossile vivente dell'antica musica cinese. Riunisce il patrimonio della musica classica, della musica di corte e della musica popolare della regione di Qinba (秦巴). Si articola in due sezioni fondamentali, la musica vocale (yunqiang) e la musica strumentale (paizi), con un organico completo di strumenti donati dalla corte imperiale. Unisce la raffinatezza degli immortali e l'impronta daoista alla solennità della musica rituale imperiale e alla vivacità della tradizione locale.
I. Articolazione completa del sistema
(1) Musica vocale: yunqiang (nucleo della musica daoista, recitazione e canto dei testi sacri)
In base alla funzione rituale, si distingue tra melodie yang e melodie yin. Integra due grandi sistemi: le melodie Shifang yun della scuola Quanzhen e quelle Zhengyi dei riti imperiali zhai e jiao. L'esecuzione comprende canto solista, canto con voce guida, canto all'unisono e canto corale, sempre accompagnati da strumenti rituali.
1. Fondamento del canto liturgico Quanzhen (Quanzhen zhengyun / Shifang yun)
È incentrato sulle liturgie mattutine e serali, sulla meditazione seduta e sulla pratica nella quiete. Lo stile è raccolto e sobrio, con melodie distese e pacate. Un brano rappresentativo è «Chengqing yun» (澄清韵), melodia liturgica comunemente impiegata nella pratica quotidiana dai sacerdoti daoisti residenti nei monasteri di tutto il monte. Il ritmo è tranquillo, con poche parole e ampi sviluppi melodici, e l'orientamento è rivolto alla coltivazione interiore e alla cura della mente.
2. Peculiarità del canto liturgico Zhengyi (riservato ai riti jiao imperiali di Stato e ai riti zhai e jiao con talismani e registri rituali)
Durante la dinastia Ming, la liturgia Zhengyi costituiva il nucleo della pratica rituale del luogo di culto imperiale. La corte fece compilare appositamente protocolli standardizzati, adatti ai diversi riti jiao imperiali di Stato per invocare benedizioni. Lo stile musicale è elaborato e pieno, ricco di livelli espressivi, e comprende serie complete di modelli melodici strumentali di composizione imperiale. Si adatta a grandi celebrazioni rituali imperiali, come la camminata rituale tagang budou e i grandi riti jiao del Registro d'Oro della durata di sette giorni.
3. Melodie yang (riti jiao imperiali di Stato, liturgie mattutine e serali, celebrazioni e invocazioni di benedizioni)
Uniscono la quiete della pratica Quanzhen alla solennità dei riti imperiali Zhengyi. Le melodie sono luminose ed eleganti; tra i brani rappresentativi figurano «Da wusheng fu» (大五声福) e «Pu gongyang» (普供养). Sono impiegate soprattutto nei riti ufficiali di Stato per celebrare la longevità degli imperatori, invocare la pace e allontanare le calamità.
4. Melodie yin (riti imperiali di liberazione dei defunti e di purificazione salvifica)
Si basano sui protocolli di purificazione salvifica compilati dalla corte. Le melodie sono rarefatte e dolenti, con un andamento disteso. Brani rappresentativi sono «Fanhun xiang» (返魂香) e «Miluo ge» (弥罗歌).
(2) Musica strumentale: paizi (brani per soli fiati e percussioni, accompagnamento rituale e creazione dell'atmosfera)
Il sistema strumentale completo si fonda sulle serie di strumenti per la musica rituale donate dalla corte Ming. La liturgia Zhengyi fa ampio affidamento sui modelli melodici strumentali, mentre la scuola Quanzhen privilegia gli strumenti rituali a percussione per sostenere l'atmosfera della pratica. Dall'integrazione delle due scuole sono nate tre categorie di paizi:
1. Brani principali (riservati ai riti jiao imperiali di Stato)
Riprendono la musica cerimoniale di corte del «Da Ming yuzhi xuanjiao yuezhang» (大明御制玄教乐章). Maestosi e rigorosamente strutturati, furono creati appositamente per i grandi riti jiao del Registro d'Oro destinati a invocare benedizioni per la famiglia imperiale; ne sono esempi «Muben jing» (木本经) e «Baihe chi» (白鹤翅). L'imperatore Ming Chengzu (明成祖) compose appositamente lo «Xuantian Shangdi yuezhang» (玄天上帝乐章), che fu integrato nella liturgia del monte come repertorio fisso dei riti jiao di Stato.
2. Brani d'intrattenimento
Accolgono elementi della musica popolare delle regioni di Qinba e del fiume Han (汉水). Eseguiti negli intervalli delle celebrazioni rituali, sono vivaci e melodiosi e arricchiscono la varietà sonora della cerimonia. Un esempio è «Wannian huan» (万年欢).
3. Brani per strumenti rituali
Prevedono l'esecuzione d'insieme di strumenti a percussione donati dalla corte, come campane metalliche, pietre sonore di giada e grandi tamburi. Sono riservati alle liturgie mattutine e serali Quanzhen e all'apertura, alla circumambulazione e alla chiusura dell'altare nei riti jiao di Stato. Il loro carattere raccolto e solenne ne fa una componente strumentale distintiva del luogo di pratica imperiale.
(3) Organico strumentale (dotazione regolamentare donata dalla corte imperiale)
La corte Ming donò più volte ai palazzi e ai monasteri di Wudang serie complete di strumenti per la musica rituale, comprendenti campane metalliche, pietre sonore di giada, un corredo completo di strumenti rituali a percussione in rame, sheng, flauti dizi e xiao e antichi strumenti a corde pizzicate. Gli strumenti donati dall'imperatore furono distribuiti equamente fra i nove palazzi e gli otto monasteri, creando un organico strumentale imperiale uniforme, condiviso dalle scuole Quanzhen e Zhengyi con funzioni distinte e complementari:
1. Strumenti rituali a percussione (strumenti fondamentali del cerimoniale imperiale): campane metalliche, pietre sonore di giada, grandi tamburi, cembali nao, piatti bo, pesci di legno muyu e gong, tutti donati dall'imperatore e indispensabili ai riti jiao di Stato;
2. Strumenti a fiato (componente principale dei riti jiao di Stato Zhengyi): sheng, flauti di bambù, xiao e guanzi, predisposti appositamente per l'esecuzione d'insieme nei grandi riti imperiali zhai e jiao;
3. Strumenti a corde pizzicate (coltivazione personale Quanzhen e preparazione dell'atmosfera nei riti jiao di Stato): guqin, zhongruan e guzheng.
(4) Sistema di trasmissione: tradizione ortodossa dei palazzi e dei monasteri (integrazione di Quanzhen e Zhengyi)
Il nucleo della trasmissione della musica daoista dell'intero monte risiede nelle comunità daoiste dei nove palazzi e degli otto monasteri, dove le scuole Quanzhen e Zhengyi convivono e praticano insieme da lungo tempo:
I sacerdoti daoisti Quanzhen residenti nei monasteri si dedicano principalmente alla pratica nella quiete e alle liturgie mattutine e serali, conservando il carattere raccolto delle melodie Shifang yun. I daoisti Zhengyi dei palazzi si occupano specificamente dei diversi riti jiao imperiali di Stato organizzati dalla corte; eseguono la musica secondo i protocolli uniformi compilati per ordine imperiale e introducono elaborate serie di modelli melodici di corte. Durante il periodo Yongle (永乐), la corte selezionò e trasferì sul monte oltre quattrocento musicisti e danzatori di professione. Questi provvedevano all'insegnamento uniforme delle composizioni imperiali e alla regolarizzazione delle forme del canto. Le due scuole recitavano i testi sacri presso lo stesso altare e celebravano insieme i riti jiao di Stato; i loro stili musicali si influenzarono reciprocamente, formando il nucleo unitario del «Wudang yun».
II. Caratteristiche espressive complessive
Wudang è l'unico luogo di pratica daoista imperiale in tutta la Cina a integrare Quanzhen e Zhengyi. Con l'apporto delle composizioni imperiali, degli strumenti donati dalla corte e della celebrazione regolare dei riti jiao di Stato, il suo carattere musicale si è formato attraverso la fusione di quattro elementi:
1. Il carattere raccolto e quieto di Quanzhen (fondamento della coltivazione interiore)
Basate sulle melodie Shifang yun di Quanzhen, le linee melodiche sono distese e regolari, con variazioni contenute e senza elaborati abbellimenti. Si prestano alla meditazione seduta, alle pratiche respiratorie e all'impiego della musica daoista a fini terapeutici. Creano un'atmosfera di pratica improntata al vuoto, alla quiete e alla rarefazione, che costituisce il carattere fondamentale dei canti liturgici quotidiani del mattino e della sera.
2. La maestosità imperiale di Zhengyi (struttura portante dei riti jiao di Stato)
La corte Ming organizzava frequentemente riti jiao di Stato del Registro d'Oro della durata di sette giorni, per invocare la longevità imperiale e le benedizioni, allontanare le calamità e prolungare la prosperità. Questi riti erano accompagnati da protocolli imperiali compilati in modo uniforme e da composizioni musicali imperiali. Le forme musicali sono complesse, gli insiemi di fiati e percussioni hanno un suono pieno, solenne e maestoso. Durante le grandi cerimonie imperiali di accoglienza delle divinità e di augurio di longevità, l'esecuzione assume una forte impronta cerimoniale, esprimendo pienamente l'ordinamento rituale e musicale della corte.
3. L'eleganza della musica rituale di corte (tratto distintivo esclusivo del luogo di pratica imperiale)
Ming Chengzu ordinò la compilazione del «Da Ming yuzhi xuanjiao yuezhang» e donò consistenti dotazioni di strumenti rituali standardizzati, uniformando i modelli musicali della tradizione daoista dell'intero monte. La musica cerimoniale dei sacrifici di corte regolava la struttura melodica, bilanciando la semplicità Quanzhen e la complessità Zhengyi. Ne derivò un carattere imperiale equilibrato ed elegante, senza sbilanciamenti verso l'uno o l'altro stile, distinto dalla musica daoista dei comuni palazzi e monasteri locali.
4. La vivacità della tradizione locale di Qinba e del fiume Han
I ritmi e le melodie dei canti popolari delle montagne e dei corsi d'acqua locali confluiscono nella creazione dei modelli melodici. Le linee sinuose e vivaci temperano la solennità e la gravità della musica rituale imperiale, facendo convivere il patrimonio della musica cerimoniale con il carattere della cultura regionale.
Differenze espressive secondo il contesto
- Liturgie mattutine e serali e pratica nella quiete: prevale lo stile Quanzhen, dolce e raccolto, caldo e disteso;
- Grandi riti jiao imperiali di Stato del Registro d'Oro: gli stili Quanzhen e Zhengyi si uniscono in un'espressione maestosa, solenne ed elaborata, che manifesta pienamente l'impianto della musica rituale di corte;
- Riti imperiali di liberazione dei defunti e di purificazione salvifica: prevalgono le melodie yin Zhengyi, dai toni gravi e distesi, evanescenti ed eterei;
- Riti quotidiani d'invocazione delle benedizioni nei palazzi e nei monasteri: integrano melodie popolari regionali, con un carattere melodioso, morbido e vivace.
III. Fattori fondamentali del carattere musicale
Il Wudangshan, luogo di pratica daoista imperiale della dinastia Ming in cui si integravano Quanzhen e Zhengyi, costituisce il fondamento della formazione dell'inconfondibile «Wudang yun». Durante la dinastia Yuan, i sacerdoti daoisti delle due scuole si riunirono sul monte e condivisero le rispettive melodie liturgiche. Dopo l'opera di «edificazione sul Wudang a sud», durante il periodo Yongle della dinastia Ming, la corte stabilì l'ordinamento del tempio ancestrale della famiglia imperiale. Donava periodicamente corredi completi di strumenti per la musica rituale, ordinava la compilazione uniforme dei protocolli, celebrava regolarmente durante l'anno riti jiao imperiali di Stato secondo un cerimoniale completo e selezionava musicisti e danzatori da tutto il paese affinché risiedessero sul monte e insegnassero le composizioni imperiali. Le forme vocali della pratica nella quiete Quanzhen e i modelli melodici dei riti imperiali zhai e jiao Zhengyi si integrarono profondamente. Nel suo insieme, questa tradizione ha come nucleo le antiche melodie liturgiche daoiste, mentre la musica rituale composta dalla corte Ming ne regola la struttura complessiva. La scuola Zhengyi trasmette le serie complete di brani strumentali dei riti jiao di Stato e le melodie popolari regionali; la scuola Quanzhen pone il fondamento della quiete e della coltivazione della mente. Le composizioni imperiali, gli strumenti rituali donati dalla corte e il sistema standardizzato dei riti jiao di Stato, peculiari del luogo di pratica imperiale, ne accentuano ulteriormente il carattere maestoso ed elegante. L'integrazione di questi diversi sistemi ha dato vita all'inconfondibile «Wudang yun», che riunisce le funzioni della pratica spirituale, dei riti sacrificali imperiali, delle esibizioni e della cura del benessere.