DAOISMO: STORIA, DIVINITÀ E TESTI SACRI
Dott. Șerban Toader (谢尔班) è un sinologo romeno, ricercatore e docente universitario. Ha conseguito un dottorato in filologia presso l’Università di Bukarešta nel 2010, dopo aver completato gli studi in filologia e un master in antropologia culturale. Tra il 1994 e il 2007 è stato ricercatore presso l’Istituto di studi orientali «Sergiu Al-George» di Bukarešta; oggi lavora come redattore del programma in lingua cinese di Radio România Internațional e come docente universitario e ricercatore presso la Facoltà di Lettere dell’Università Transilvania di Brașov.
La sua attività di ricerca si concentra sul daoismo, sulle religioni sincretiche cinesi, sulle comunità spirituali e sulla lingua e cultura cinese. Si occupa inoltre di testi daoisti, alchimia interna, movimenti religiosi contemporanei e storie di vita di ricercatori spirituali in Cina e nella diaspora cinese. Le sue ricerche sono state pubblicate anche nel Journal of Daoist Studies, tra cui gli articoli A Romanian Spiritual Seeker’s Growth: From SciFi Readings to Neidan (2018) e A Short Tale of Louguantai (2022). Nel 2026 ha pubblicato nella stessa rivista anche lo studio Inner Alchemy in Fourteen Ideograms.
È autore di diverse opere sulla cultura e sulla religione cinese, tra cui i libri Despre noțiunea chineză de cedare (rang) (2010) e Căutătorii Florii de Aur: Dialoguri și un studiu despre disciplinele spirituale asiatice practicate în România (2023), basato su ricerche relative alle pratiche e alle comunità spirituali in Romania.
Nel 2025 ha presieduto insieme alla prof. Livio Kohn la 18ª Conferenza internazionale di studi daoisti Dao and the Dark Side: Demons, Death, and Dangers, tenutasi presso l’Università Transilvania di Brașov.
Il suo libro tratta la storia del daoismo e segue lo sviluppo della religione daoista e delle sue istituzioni in stretta relazione con le condizioni sociali e politiche, dal II secolo d.C. fino ai giorni nostri.
La storia del daoismo in Cina rivela un’ampia gamma di rapporti con diverse forme di potere politico. Tali rapporti spaziavano dal distacco e dall’opposizione alla collaborazione, al sostegno e all’integrazione nell’ordine politico e sociale delle singole epoche.
Il libro si propone di ripensare alcune idee diffuse sul daoismo, tra cui la sua presunta estraneità alla vita sociale e politica, il suo individualismo e la sua natura esclusivamente autoctona.
A tale scopo adotta un approccio non deterministico, che considera la storia del daoismo come un processo dinamico di adattamento, collaborazione e negoziazione tra le comunità religiose e il più ampio contesto sociale e politico. Lo sviluppo del daoismo non può quindi essere compreso separatamente dalle condizioni storiche in cui operarono le singole comunità e i loro rappresentanti.
Il testo segue lo sviluppo cronologico della religione daoista a partire dal II secolo d.C. ed esamina i suoi legami con diverse forme di potere politico, sia centrale sia locale. Particolare attenzione è rivolta ai modi in cui, nei diversi periodi storici, le comunità daoiste reagirono ai mutamenti sociali e cercarono il proprio posto all’interno del più ampio ordine politico e culturale.
Nel corso dei secoli, durante le dinastie cinesi e straniere, la storia del daoismo in Cina è stata caratterizzata da diverse forme di relazione con il potere. A seconda delle circostanze, individui e comunità daoiste agirono come critici dell’ordine esistente, collaborarono con le autorità, sostennero determinati governanti oppure assunsero importanti funzioni sociali e culturali.
Partendo da queste premesse, il libro prende in esame alcune idee diffuse e alcuni luoghi comuni sul daoismo.
1. Il daoismo non si interesserebbe alle questioni mondane, compresa la politica, ma incoraggerebbe i propri seguaci a «seguire la corrente» e a vivere «in armonia con l’universo».
Le biografie di importanti figure storiche e gli insegnamenti morali daoisti mostrano un quadro più variegato. I dirigenti e i praticanti daoisti furono spesso attivamente coinvolti nella società e assunsero diversi ruoli religiosi, culturali, educativi e sociali.
2. Il daoismo sarebbe una religione tradizionale il cui sviluppo storico potrebbe essere compreso soprattutto alla luce delle condizioni dell’epoca contemporanea.
La prospettiva storica rivela una storia molto più lunga e diversificata del rapporto tra il daoismo e il potere politico. Fin dalla formazione delle prime comunità daoiste organizzate nel II secolo d.C., le condizioni in cui esse operavano cambiarono in funzione delle circostanze politiche e sociali.
Anche dopo la fine dell’epoca imperiale, il daoismo, insieme alle altre religioni, attraversò importanti trasformazioni durante il periodo della Repubblica di Cina (1911–1949) e successivamente, dopo il 1949, nei diversi contesti politici e sociali della Repubblica Popolare Cinese e di Taiwan.
3. Il daoismo sarebbe una religione cinese «pura», priva di influenze significative da parte di altre culture.
Lo sviluppo del daoismo mostra un processo di scambio culturale assai più complesso. Il daoismo delle origini accolse diverse credenze e pratiche rituali provenienti dal più ampio spazio culturale cinese, comprese le tradizioni di vari gruppi etnici. Anche il buddhismo esercitò un’influenza significativa sulla formazione delle istituzioni e degli insegnamenti daoisti, in particolare nell’organizzazione monastica, nello sviluppo del pantheon religioso e nella formulazione dei codici morali.
Il daoismo può quindi essere inteso come un importante risultato del lungo dialogo tra diverse tradizioni cinesi e influenze culturali più ampie.
4. Il daoismo sarebbe amorale, socialmente individualista e persino egoista, nonché in contrasto con il confucianesimo, orientato verso la società.
La storia del daoismo mostra lo sviluppo di insegnamenti e regole morali assai articolati, nei quali l’influenza confuciana occupò un posto importante. Particolarmente rilevante è il concetto di «unità dei tre insegnamenti», che collega daoismo, confucianesimo e buddhismo e che, durante la dinastia Song (960–1279), rappresentò un’importante espressione della più ampia tendenza all’integrazione culturale e religiosa.
Questa storia dimostra che il rapporto tra daoismo, confucianesimo e buddhismo non può essere inteso soltanto in termini di opposizione, ma anche come un processo di reciproca influenza, adattamento e dialogo.
Come già sottolineato, il libro adotta un approccio non deterministico. Non considera la storia del daoismo come un percorso predeterminato, bensì come il risultato di numerose circostanze storiche, trasformazioni sociali e decisioni di individui e comunità.
Un ruolo importante nel suo sviluppo fu svolto anche da numerosi pensatori, maestri, sacerdoti e comunità daoiste, i cui sforzi, attività e contributi culturali plasmarono in modo significativo l’immagine del daoismo nel corso dei secoli.
Il daoismo è una tradizione religiosa e culturale che, nel corso della propria storia, ha interagito intensamente con altre scuole filosofiche cinesi, con le credenze popolari e con le religioni provenienti dall’esterno della Cina, soprattutto con il buddhismo. Nei diversi periodi, tra queste tradizioni si svilupparono sia dinamiche di competizione sia processi di reciproca influenza e collaborazione.
Nella Repubblica Popolare Cinese contemporanea, il daoismo costituisce una parte importante della cultura tradizionale cinese e della vita religiosa odierna. Contribuisce inoltre alla conservazione e alla presentazione del patrimonio culturale cinese e agli scambi culturali internazionali.
Nonostante i grandi mutamenti storici, il daoismo ha offerto un contributo significativo alla cultura e alla società cinese, nonché al resto del mondo. La sua influenza si estende dalla letteratura, dall’astronomia, dall’architettura, dalla pittura, dalla calligrafia e dalla musica fino alle pratiche corporee, alla coltivazione del corpo, alle tradizioni terapeutiche e alle diverse forme di lavoro corporeo.
In epoca contemporanea, le idee daoiste sono entrate anche nei dibattiti sull’ecologia, sul rapporto tra essere umano e natura e su diverse questioni legate alla comprensione dell’essere umano e del suo posto nel mondo. Ricercatori cinesi e occidentali hanno sviluppato diversi approcci comparativi e interdisciplinari allo studio del daoismo, mettendolo in relazione, tra l’altro, con la psicoanalisi, la fisica moderna, la fisiologia e altri ambiti scientifici.
Il libro presenta quindi il daoismo come una tradizione storica, religiosa e culturale dinamica, sviluppatasi nel corso dei secoli in dialogo con la società, le istituzioni politiche e altre tradizioni filosofiche e religiose.