Tempio daoista sloveno della Suprema Armonia
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Dipartimento musicale | 27 luglio 2026

Primo contatto (2)

Pogled iz templja Chongdao gong

Non avrei mai pensato che sarei davvero andata a vivere in un tempio, all’interno di una comunità daoista (anche se, come ho già raccontato, lo sognavo e lo desideravo nel profondo), e per di più in Cina, dove avrei perfezionato la mia tecnica con il flauto dizi, studiato altri strumenti musicali daoisti, approfondito lo studio della musica rituale daoista, creato legami con gli iniziati e scoperto il mondo del Dao.

Già il primo incontro con la mia maestra, Ou Dao Daozhang, al mio arrivo all’aeroporto di Yichun, fu così profondo che le lacrime di gioia iniziarono a scorrermi sulle guance. Entrammo subito in sintonia e la sentii come una sorella «maggiore» che, in ogni momento di queste due settimane di formazione, mi trasmetteva con generosità e amore la conoscenza e l’esperienza daoiste. Da lei emanavano pienamente una saggezza e uno stato di pace che si trasmettevano a me, pervadendomi e trasformandomi.

Lontano dal trambusto quotidiano, in alto, verso la cima del monte Xihuashan 囍华山 (che significa «Monte dell’Armonia Fiorente»), avvolto da una maestosa foresta di bambù, sorge lo splendido e imponente tempio gemello Chongdao Gong (崇道宫), appartenente alla linea Quanzhen (Quánzhēn pài 全真派).

Il tempio offre una vista meravigliosa sulla valle e sulle colline che, come scoprii in seguito, ogni giorno presentano una diversa tavolozza di colori all’alba e lo spettacolo delle nebbie che serpeggiano, si intrecciano e danzano gioiosamente nella valle. A volte la nebbia era così fitta che soltanto il tempio emergeva sopra le nuvole, come se non esistesse nient’altro. Altre volte, invece, si potevano distinguere chiaramente tutte le forme in lontananza, fin dove arrivava lo sguardo. Momenti preziosi che, tra gli impegni quotidiani, rallegravano gli occhi degli iniziati.

Più tardi, nel corso della prima settimana, appresi come era nato il tempio e vidi anche i progetti per il suo ampliamento e il suo sviluppo futuro: davvero stimolanti.

Sebbene durante il viaggio avessi dormito soltanto 4 ore, a più riprese, al mio arrivo al tempio provai una profonda serenità e, osservando, assorbii tutto ciò che percepivo attraverso i sensi e il sentire interiore. L’atmosfera era colma dell’energia divina di una presenza sublime e onnipotente, e ogni mio respiro era pervaso da una pace e un’armonia profonde, che agivano su di me come un balsamo. Perfetto.

Subito dopo essermi sistemata in una stanza spaziosa e confortevole, partecipai al mio primo rituale serale, prima del tramonto. Anche se non comprendevo ancora tutto ciò che cantavamo, durante il rituale le lacrime tornarono a scorrermi sulle guance.

Ogni cosa esercitava un influsso su di me: la sala cerimoniale con le sue imponenti statue, che sembravano quasi vive ed erano ricche di simbolismo e significato daoista; il canto rituale e le splendide melodie dei canti cerimoniali, che mi pervadevano completamente; l’incenso e le candele… tutto mi avvolgeva e mi assorbiva nello stesso istante.

Sentii un tocco nel profondo del cuore, uno stato in cui il corpo non esiste più, i pensieri si fermano e semplicemente SEI: una fusione completa nell’unità divina.

Già il primo contatto con tutto ciò che vissi nelle poche ore del primo giorno fu incredibilmente profondo e intenso. Fui accolta a braccia aperte e sostenuta a ogni passo, sul piano fisico, emotivo, mentale e spirituale. Il «sostegno» totale che ricevetti superava tutto ciò che avevo conosciuto fino ad allora in termini di condizioni, relazioni ed esperienze di vita. Ero profondamente incantata da ogni cosa, perché vivevo per la prima volta qualcosa di simile. E in ogni istante provavo un’immensa gratitudine per tutto.

Mi sentivo parte di un meccanismo ben armonizzato, unita a un gruppo di venti iniziati e iniziate sinceramente impegnati e devoti. Il contatto con ciascuno di loro era così sottile che bastava uno sguardo: il linguaggio del corpo diceva tutto e persino le parole diventavano superflue. E in questa unità con ogni cosa, come attraverso un velo trasparente che si sollevava gradualmente, giorno dopo giorno si rivelavano comprensioni del Dao sempre nuove, profondamente vissute e preziose.

Tutto era come se fossi già stata lì, come se facessi già parte di ogni cosa e potessi sentirmi completamente spensierata, tranquilla e beata, proprio come un neonato che dorme sereno nel caldo abbraccio della madre. Compresi che per me quello era più di una casa!

Seguirono giorni di scoperte, approfondimenti, pratica intensiva, studio e acquisizione di esperienze preziose. Il programma era molto ricco di contenuti e, nonostante l’intensità, nelle attività quotidiane trovavano spazio anche sorprese inaspettate ma piacevoli, eventi che arricchivano ulteriormente l’esperienza della vita nel tempio.

Che cosa può esserci di più grande che vivere, sperimentare e sentire come ogni cosa permei ogni altra cosa… quando tutto ciò che avviene intorno a te è intriso della profondità della saggezza, dei principi e delle leggi che governano l’intero universo? Inestimabile, divino.

Alenka Zupan