Il cammino verso l’«ignoto» (prima parte)
Prima di descrivere con le parole l’esperienza incredibile e indimenticabile che ho vissuto nel tempio Chongdao Gong (崇道宫) della linea Quanzhen (Quánzhēn pài 全真派), dal 28 giugno al 12 luglio 2026, non posso tralasciare gli eventi “casuali” e il cammino percorso che hanno condotto a questa esperienza meravigliosa e completa.
E quando mi guardo indietro, vedo chiaramente come le nostre vite siano intrecciate e come tutto sia pianificato, connesso e di sostegno: come ogni giorno si rivelino i misteri del Dao.
Tutto è iniziato nel giugno 2025, quando, dopo un incontro “casuale”, il membro del SDT Maj Dolšak Fabris (YuanXiming) mi ha invitata a collaborare con il Dipartimento di musica daoista del SDT. Mi ha presentato il piano di lavoro del Dipartimento di musica daoista e di studio degli strumenti della musica tradizionale cinese per il periodo da luglio 2025 a luglio 2028.
Ho accolto con grande gioia l’invito a collaborare con il Dipartimento di musica daoista del SDT, poiché, come flautista professionista e pedagoga, mi interessa da sempre anche l’approccio mistico al suonare il flauto, alla ricreazione della musica e alla scoperta e ricerca di ambiti musicali sconosciuti, nascosti agli occhi.
Non sapevo che cosa mi aspettasse, perciò mi sono avvicinata con curiosità e, allo stesso tempo, con apertura verso l’ignoto, lasciandomi semplicemente andare. Nel febbraio 2026 ho ricevuto tre flauti di bambù DiZi originali della tradizione cinese (accordati in Re, Mi e Fa), e il primo contatto con questi flauti è stato meraviglioso. La morbidezza del bambù, nell’abbraccio delle mani, dava una sensazione di familiarità e calore. Inoltre, rispetto al flauto traverso da concerto, i flauti DiZi sono leggeri, semplici (poiché non hanno chiavi) e piacevoli da tenere. Nel mio percorso flautistico avevo già incontrato diversi flauti tradizionali, ma non ne avevo mai tenuto tra le mani uno così raffinato e delicato.
Soffiare nel DiZi è semplice, poiché il foro in cui si soffia (come quando si soffia in una bottiglia), che chiamiamo imboccatura, è simile a quello del flauto traverso, solo che si trova sullo stesso piano dei fori per le dita (l’imboccatura non è rialzata come nel flauto traverso). Tuttavia, ho presto capito che, nel suonare il flauto DiZi, è fondamentale il corretto posizionamento della membrana di bambù (il secondo foro accanto all’imboccatura, a destra), che permette al flauto DiZi di risuonare.
Dopo i primi tentativi non riusciti, ho compreso che il suono del DiZi non dipende da me, cioè da chi suona il flauto, ma dalla tensione della membrana applicata, dalle differenze di temperatura e dall’umidità dell’ambiente, che influenzano il suono. Soltanto dopo numerosi tentativi graduali, ho capito quale fosse il suo funzionamento ottimale ed efficace, ottenendo così un suono meraviglioso, chiaro, puro e penetrante.
Davanti a me si è poi presentata una seconda sfida: tutti i canti rituali tradizionali daoisti sono scritti nel sistema musicale numerico (Jiǎnpǔ 简谱), che per me era nuovo. Poiché non conoscevo ancora il sistema numerico né le diteggiature, ho annotato e trasposto per uno specifico flauto DiZi i canti del rituale mattutino che praticavamo insieme, facilitandomi così la lettura dello spartito e, di conseguenza, l’esecuzione.
La pratica a casa, le prove comuni nel tempio e i primi rituali musicali del SDT hanno portato una sensazione diversa da quella a cui ero abituata suonando il flauto traverso. Più mi immergevo nel DiZi e conoscevo l’antica eredità melodica dei canti rituali daoisti, più percepivo cambiamenti interiori che influivano su di me in modo complessivo. Il corpo diventava sempre più calmo e morbido; sul piano emotivo diventavo neutralmente “non agente” e, allo stesso tempo, ricettiva e in armonia con tutto ciò che accadeva intorno a me. Mentalmente ho approfondito la concentrazione e l’attenzione. Tutto agiva su di me in modo molto armonioso e, al tempo stesso, attivamente pacificante. Nonostante durante le prove dovessimo ripetere i canti anche più volte di seguito, dentro di me lo vivevo come uno stato meditativo, in cui il suono mi permeava completamente, mi avvolgeva, e io semplicemente ERO: un principio fondamentale della pratica daoista.
Dopo alcuni mesi di introduzione, pratica e studio della musica daoista tradizionale, tutto questo ha portato a una conversazione “casuale” decisiva con il rettore del SDT Yuan Weiqi (袁微琪 道长), che mi ha informata della possibilità di uno studio approfondito, di una formazione e di una comprensione ravvicinata e completa del rituale musicale daoista originario nel tempio gemello Chongdao Gong (崇道宫). Considerando che si tratta di una collaborazione triennale tra i due templi, il cui obiettivo e scopo è instaurare gradualmente forme durature di trasmissione della conoscenza sulla musica rituale daoista e sugli strumenti musicali tradizionali cinesi in Europa, ho accettato subito la proposta con gratitudine e grande entusiasmo. Di conseguenza è seguito l’invito ufficiale dell’abate del Chongdao Gong (崇道宫), Song Chongdao (宋崇道 观主).
I due mesi di preparazione alla formazione di due settimane nell’ambito della musica daoista e della musica tradizionale popolare sono stati ricchi di numerose indicazioni necessarie e pratiche da parte del rettore del SDT Yuan Weiqi (袁微琪 会长 / 道长), della vicerettrice Yuan Weiheng (袁微恒 道长), del responsabile del dipartimento musicale Yuan Ximing (袁希明 道士) e degli altri membri del SDT. L’unico prerequisito era imparare il sistema di notazione numerica, che mi avrebbe permesso di suonare senza difficoltà la musica daoista sul posto.
Devo dire sinceramente che da sempre sognavo di poter vivere in un tempio, circondata da monaci, lontana da questo mondo materialista, dove i problemi si susseguono e conducono a un circolo vizioso... E sì, quel desiderio, quella chiamata interiore che attendeva addormentata il momento “casuale” in cui sarei stata matura e pronta, alla fine è arrivato.
Felice e allo stesso tempo un po’ emozionata, con gratitudine nel cuore, ho intrapreso un viaggio di quattordici giorni verso l’“ignoto”. Si è rivelato che questo viaggio era una VIA VERSO L’INTERNO, UNA VIA DENTRO DI SÉ, VERSO IL CONOSCIUTO: iniziava il cammino dello svelamento del Dao.
Alenka Zupan, membro del SDT