Strumenti musicali tradizionali cinesi: dizi 笛子
Nome: 笛子 dízi - flauto traverso di bambù
八音 Bayin (classificazione tradizionale cinese degli strumenti musicali in base agli otto materiali): 竹 zhú, bambù
Descrizione
Il dízi è un flauto traverso di bambù che, con il suo suono etereo e la sua vivace tavolozza timbrica, incarna l’essenza della bellezza culturale e dell’eleganza sonora dell’antico patrimonio cinese. È uno degli strumenti a fiato più versatili ed espressivi della ritualità daoista tradizionale.
È realizzato per lo più in bambù - 竹 zhú - soprattutto per la sua risonanza naturale, il calore timbrico e il suono rustico. Il bambù stagionato e trattato migliora inoltre la risonanza e la resistenza dello strumento.
Appartiene alla famiglia degli aerofoni: produce il suono grazie all’aria soffiata nel tubo, che mette in vibrazione la colonna d’aria. Si suona in posizione trasversale, come il flauto traverso.
Per suonarlo si utilizzano la respirazione diaframmatica, per controllare l’aria, il soffio sull’imboccatura, dirigendo il flusso d’aria in parte nel foro e in parte sopra di esso, la tecnica delle dita, coprendo e scoprendo i sei fori, e il colpo di lingua, per l’articolazione.
Caratteristiche e peculiarità del suono
Il dízi possiede una caratteristica unica che lo distingue da molti altri flauti: presenta un foro speciale, situato tra l’imboccatura e i fori per le dita, ricoperto da una sottile membrana, 笛膜 dimo.
La membrana è tradizionalmente ricavata dalle fibre interne del bambù o dalla canna e vibra quando l’aria attraversa il tubo. Conferisce al dízi il suo caratteristico suono vibrante, brillante e ronzante, non aspro, ma arricchito timbricamente dagli armonici superiori. La capacità di applicare correttamente la membrana dimo prima di suonare è fondamentale. Dimo deve essere inumidita nel modo appropriato e applicata con cura sul foro utilizzando una colla naturale chiamata erliao, così da ottenere la tensione e il ronzio desiderati e migliorare la proiezione sonora.
Il suono del dízi può variare notevolmente a seconda della tonalità del flauto, che può essere accordato in do, re, fa, sol…, dello spessore del bambù e della tensione della membrana dimo.
È costituito da un unico pezzo o, più spesso, da due sezioni unite da un raccordo metallico, che ne facilita il trasporto e permette di regolare l’accordatura.
Due fori aggiuntivi, situati all’estremità inferiore del dízi, vengono talvolta utilizzati per l’accordatura o per fissare nappe decorative.
Storia e origini
La storia di questo strumento risale a oltre 2.000 anni fa. Le sue prime forme sono state rinvenute nel periodo dei Regni Combattenti (475–221 a.C.). Reperti archeologici quali flauti d’osso e strumenti di bambù simili al moderno dízi indicano che i flauti di bambù facevano parte della cultura cinese già nell’antichità. Durante la dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.), il dízi si affermò nella musica di corte e nella musica popolare cinese. Una delle evoluzioni più importanti nella struttura del dízi avvenne durante la dinastia Tang (618–907 d.C.), quando fu aggiunta la membrana dimo, che influì profondamente sul timbro e sulle capacità espressive dello strumento.
In questo periodo lo strumento si diffuse in tutta l’Asia orientale e influenzò lo sviluppo di strumenti simili in Corea, Giappone e Vietnam. In epoca moderna, in particolare nel XX secolo, il dízi fu ulteriormente perfezionato attraverso la standardizzazione del sistema di accordatura, una disposizione più precisa dei fori e l’impiego di nuovi materiali. Questi cambiamenti ne favorirono l’integrazione nelle moderne orchestre cinesi, rendendolo uno strumento fondamentale sia nella musica tradizionale sia in quella contemporanea.
Il dízi non è soltanto un flauto di bambù. È la voce della cultura cinese e una testimonianza di secoli di innovazione musicale. Può esprimere bellezza lirica e un’ampia gamma di emozioni, dalla gioia alla giocosità e dalla malinconia alle atmosfere sognanti. Questa versatilità espressiva rende il dízi uno strumento ideale, capace di conservare il proprio fascino senza tempo e il suo suono inconfondibile. La struttura relativamente semplice cela una notevole complessità e ampiezza espressiva, rendendolo adatto sia ai principianti sia ai musicisti esperti.
Uso
Nella musica cinese tradizionale e contemporanea viene utilizzato come strumento solista, negli ensemble e nelle orchestre. Occupa un posto importante nella musica popolare, nell’opera cinese e nella musica strumentale; è impiegato anche nella musica teatrale e rituale e per accompagnare la danza e la narrazione. In ambito daoista può far parte degli ensemble liturgici, nei quali accompagna melodie rituali e recitazioni vocali.
Contesto daoista
Nella ritualità daoista svolge soprattutto il ruolo di strumento a fiato d’accompagnamento negli ensemble liturgici. Il suo suono brillante e agile si integra nelle recitazioni vocali, nelle melodie rituali e nelle processioni, contribuendo a creare lo spazio sonoro del rito. Nella musica daoista non svolge soltanto una funzione musicale, ma anche rituale: la musica scandisce lo svolgimento del rito e stabilisce armonia tra l’essere umano, la comunità e l’ordine cosmico.
Varianti e strumenti affini
Qǔdí 曲笛 è un dízi dal suono più morbido e grave, tradizionalmente associato allo stile kūnqǔ della Cina meridionale.
Bāngdí 梆笛 è un dízi più corto e dall’accordatura più acuta, caratteristico degli stili musicali della Cina settentrionale e dotato di un suono più incisivo e brillante.
Xīndí 新笛 è un dízi sviluppato in epoca moderna, con un’estensione tonale ampliata e un’accordatura standardizzata.
Tra gli strumenti affini figurano lo xiāo 簫, un flauto verticale di bambù privo di membrana, e il chí 篪, un antico flauto traverso di bambù affine alle prime forme di dízi.
Alenka Zupan, membro dell’SDT
Fonti:
What Is The Dizi? History, Sound & Playing Techniques - Musicalinstrumenthub.com
Dízi (笛子) – Duke University Musical Instrument Collections
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