Tempio daoista sloveno della Suprema Armonia
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Rektor SDT, Jure Čeh Daozhang | 30 settembre 2026

L’esempio trascina

Rektorjeva beseda

«L’esempio trascina» è uno di quei brevi proverbi sloveni che racchiudono un pensiero sorprendentemente profondo. Due parole esprimono qualcosa che gli esseri umani affermano da millenni: a formarci non sono soltanto le parole, le regole e gli insegnamenti, ma soprattutto le persone che osserviamo. Ciò che vediamo fare agli altri può diventare un modello per il nostro comportamento. L’esempio non convince attraverso le spiegazioni. Agisce in silenzio, mostrandosi come una scelta possibile.

Questo pensiero è molto più antico della lingua slovena e del suo proverbio. Lo ritroviamo in diverse civiltà, dall’antica Cina e dall’India fino alla Grecia e a Roma, e in seguito nella tradizione cristiana, popolare e filosofica europea. Ovunque assume una forma leggermente diversa, ma sotto parole differenti si cela la stessa intuizione: l’essere umano impara dall’essere umano. L’influenza è reciproca. Le decisioni sono nostre.

Già la tradizione confuciana dell’antica Cina incoraggiava a osservare gli altri e a interrogarsi su sé stessi attraverso di loro. Se si vede una persona virtuosa, si dovrebbe riflettere su come assomigliarle; se si vede qualcuno comportarsi male, si dovrebbe guardare dentro di sé e verificare se non si faccia qualcosa di simile. In questo pensiero c’è qualcosa di importante: l’esempio non è soltanto qualcosa da imitare. È anche uno specchio in cui possiamo riconoscere noi stessi e il nostro agire.

Un pensiero simile è espresso in modo ancora più diretto nella Bhagavadgita indiana. Vi troviamo la celebre affermazione secondo cui le persone seguono ciò che fanno i migliori o i più stimati tra loro: il mondo segue l’esempio che essi danno. Qui l’esempio acquista un significato ancora più ampio. Non influisce soltanto sull’individuo, ma può plasmare una comunità. Chi ha autorità, con il proprio comportamento, stabilisce inconsapevolmente i confini di ciò che gli altri considerano lecito, normale o desiderabile. Perciò è importante a che cosa l’umanità attribuisce autorità.

Questa idea è importante anche perché mostra la differenza tra parole e azioni. Una persona può parlare di onestà e al tempo stesso comportarsi in modo disonesto. Può parlare di rispetto, ma umiliare gli altri. Può esigere responsabilità e sottrarsi alla propria. In un caso simile, le persone crederanno spesso più al suo comportamento che alle sue parole. L’esempio ha infatti una forza particolare: non ci chiede di credergli. Semplicemente, ci rispecchia.

Troviamo una riflessione simile nell’antica Grecia. Aristotele collegava il carattere di una persona al suo comportamento. Non si diventa giusti soltanto perché si sa che cosa è giusto. La giustizia diventa parte del carattere attraverso le azioni. Ripetendo un certo modo di agire, si diventa gradualmente quel tipo di persona. Anche qui, dunque, l’azione è più importante del solo insegnamento.

I Romani espressero questo pensiero in modo ancora più diretto. Seneca scrisse: «Lunga è la via dei precetti, breve ed efficace quella degli esempi». In una sola frase è racchiusa una grande verità pedagogica, di cui tutti noi genitori beneficiamo indirettamente. Possiamo spiegare a lungo a una persona (a un bambino) come dovrebbe comportarsi, ma forse un solo esempio concreto farà più di tante prediche. Un bambino a cui si dice di essere gentile imparerà molto di più vedendo un adulto che si mostra gentile anche quando non è tenuto a esserlo.

La tradizione proverbiale latina ha condensato questo pensiero in un’espressione quasi perfetta: Verba docent, exempla trahunt – «Le parole insegnano, gli esempi trascinano». Proprio qui il proverbio sloveno «L’esempio trascina» rivela un’interessante affinità con la tradizione europea. Le parole possono istruire una persona, ma l’esempio la spinge ad agire. Nel daoismo potremmo distinguere tra la teoria e il fluire spontaneo.

Pensieri simili sono poi comparsi nei proverbi popolari europei. Gli inglesi dicono: «Example is better than precept», l’esempio vale più del precetto. Un’altra espressione inglese recita: «Actions speak louder than words» – i fatti parlano più delle parole. La tradizione tedesca conosce il pensiero secondo cui il buon esempio è la migliore predica. In lingue diverse si ripete dunque la stessa esperienza umana.

Anche la lingua slovena ha conservato questa esperienza in proverbi brevi e vividi. «L’esempio trascina» è uno di questi. Analogamente diciamo: «Tale padre, tale figlio» oppure «La mela non cade lontano dall’albero». Queste espressioni richiamano qualcosa che era evidente alle persone ben prima delle moderne ricerche sul comportamento: l’essere umano assorbe abitudini, modi di parlare, atteggiamenti e valori dall’ambiente in cui vive.

Ma l’esempio non è sempre buono. Proprio per questo il proverbio «L’esempio trascina» ha anche un lato più oscuro. Se le persone vedono violenza, la violenza può diventare abituale. Se vedono disprezzo, possono imparare a disprezzare. Se vedono che le regole valgono soltanto per gli altri, possono perdere il senso della loro validità. Un cattivo esempio può essere altrettanto potente di uno buono. La politica sa sfruttare abilmente questo meccanismo.

Forse è proprio per questo che il proverbio è più importante di quanto sembri a prima vista. Non parla soltanto dell’educazione dei bambini. Parla della responsabilità di ogni persona che sa di essere osservata dagli altri. I genitori sono un esempio per i figli, gli insegnanti per gli allievi, i più anziani per i più giovani, i leader per le comunità. Si può essere un esempio anche senza rendersene conto.

Ed è qui che il proverbio tocca qualcosa di molto attuale. Viviamo in un’epoca in cui siamo circondati da innumerevoli immagini di persone che seguiamo attraverso i media, i social network e la vita pubblica. Ogni giorno osserviamo come gli altri parlano, come risolvono i conflitti, come gestiscono il denaro, il potere e il successo, e come trattano le altre persone. Che ne siamo consapevoli o meno, questi modelli influenzano la nostra idea di ciò che è abituale e di ciò che è accettabile.

Perciò «L’esempio trascina» non è soltanto un proverbio sui bambini. È un proverbio sulla società. Ogni società, infatti, non educa i propri membri soltanto attraverso le scuole, le leggi e i libri. Li educa anche attraverso ciò che vede ogni giorno. Se vogliamo una società rispettosa, non basta parlare di rispetto. Se vogliamo onestà, non basta pretenderla dagli altri. Se vogliamo responsabilità, dobbiamo dimostrarla anche noi.

Da Confucio alla Bhagavadgita, da Aristotele a Seneca, dal latino exempla trahunt ai proverbi popolari europei e allo sloveno «L’esempio trascina», lo stesso pensiero si ripete così attraverso i millenni. L’essere umano è una creatura che osserva, imita e impara. Le parole possono indicargli la via, ma l’esempio gli mostra come percorrerla. La scelta, però, è personale.

E spesso l’essere umano segue la direzione in cui lo trascina l’esempio. L’esempio trascina. Ma la direzione la scegliamo noi.

Yuan Weiqi